I pericolosissimi presepini di Betlemme


Sono appena tornato dalla Palestina, dopo aver subito all’aeroporto un “trattamentino speciale”…mi hanno rovesciato tutte le valigie e mi hanno spogliato di nuovo. Il computer ha fatto tre passaggi sotto lo scanner ed io ne ho altrettanti sotto il metal dentro lo stanzino per le cure speciali, ma la cosa più interessante è stato il controllo dei presepini. Non avevo niente nella valigia da riportare a casa ed allora l’ho riempita con 15 presepi con scatola più grandicelli per fare qualche regalo…aperti uno ad uno è stato buffo vedere il povero (per non dire altro…) ragazzo che mi controllava andare in giro a far vedere a tutti gli altri ragazzi della sicurezza che erano lì, i piccoli nodini del legno di ulivo che cosa erano e se fossero stati manomessi…poverello davvero…mi ha fatto senso, mi ha fatto rabbia, mi ha fatto pena, mi ha fatto perdere parecchio tempo inutile ed il minimo che ho potuto fare è stato dirgli che tutto quello che stava facendo era assurdo e che per me non era un problema alla fine stare tre ore lì a controllare i nodini dell’ulivo (avrei perso volentieri l’aereo) ma per loro questa stupidità, questa arroganza, questa miopia, questa esagerazione (perchè ad un certo punto hanno davvero esagerato inutilmente) può essere un problema che prima o poi  potrebbero anche ri-pagare!!

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4 risposte a I pericolosissimi presepini di Betlemme

  1. giuliana ha detto:

    Io dico che più ottusi, per non dire altro, di così si muore. Che i nodini di ulivo non siano delle nuove bombe a tempo? Oppure che scoprono adesso l’artigianato con il legno di ulivo? Io credo che se quei presepini fossero stati acquistati in Israele avrebbero passato la dogana. A me è successo, la prima volta che tornai che mi ispezionassero la valigia perché avevano visto una cosa strana, una confezione di Sali del Marmorto. Mi hanno chiesto con tanta di quell’arroganza:” Questo cosa essere? ” ed io candidamente: Sali del Mar morto, un regalo. “Dove avere acquistato?, girando la confezione con l’etichetta rivolta verso loro” dissi Gerico. Con una ghigna in volto mi lasciarono andare dopo aver finito di ispezionare anche la cerniera della valigia! In effetti il trattamento riservato è proprio da terroristi. Certamente per loro tu sei una persona “interessante” che,nonostante gli occhiali, riesci a vedere e testimoniare quello che loro non vorrebbero. Grazie per quello che fai, carissimo abuna Mario! 🙂

  2. Enrico ha detto:

    Ciao Abuna, dovevi vedere i loro occhi mentre si vedeva passare nello scanner la mia valigia con le dodici bottiglie di taibeh!

    Tra l’ altro abbiamo saputo che i due ragazzi di Colombe per la pace, un giorno prima della nostra partenza, si sono presentati all’ aereoporto in giacca e cravatta, passando i controlli in venti minuti.. giusto per confermare la loro inutilità.
    Spero di riuscire a tornare al piu presto, intanto mi sono messo a studiare un po’ di Ebraico e di Arabo qua a bologna… nel frattempo, tanta buona fortuna, arrivederci!

  3. Giovanni e Aidi ha detto:

    Caro Mario “non sono daccordo!” Il materiale che tu trasportavi è sicuramente la cosa più pericolosa che il potere ha dovuto combattere negli ultimi 2000 anni di storia. La vita di quel Neonato è stata una spina nel fianco dei potenti , molto più di quanto nessun altro uomo ha potuto esserlo nei secoli successici. Il pericolo e la paura si nascondono dentro coloro che non sono riusciti a capirLo (e non ci vogliono nemmeno provare) e cercano di esorcizzare i loro timori controllando i “nodini” e continueranno a cercare i “nodini” negli occhi degli altri senza riuscire a vedere gli ulivi secolari che impediscono alla loro vista di scorgere la bellezza della vita.

  4. ricceri giuseppe ha detto:

    Grazie per avermi avvertito, poichè ho tre di quei presepini comprati nei viaggi in Palestina, oltretutto altrettanti ne ho regalati, che dici li avverto?????. A parte le battute ti abbraccio ed un impegno domani 16 non mi permette di venire a Montevarchi per conoscere il Vescovo di Nazareth. Comunque ti abbraccio e prega anche per noi. Beppe

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