Vita quotidiana a Gaza

Mi piacerebbe condividere con voi 3 piccoli video molto artigianali che ho girato nella striscia di Gaza nei giorni passati…è la vita quotidiana di un popolo che sta subendo una punizione collettiva ingiusta…se ci sono dei delinquenti è giusto cercarli ed assicurarli alla giustizia, ma i milioni di bambini costretti a vivere nella miseria e che sono terrorizzati e traumatizzati dai bombardamenti aerei quasi quotidiani per le colpe di pochi, non è giusto che vengano trattati così!!!
Ecco i 3 video (per vederli basta cliccarci sopra) :

1. Siamo all’ingresso della Striscia lungo la gabbia di metallo che porta dal Valico di Eretz fino al punto in cui c’è il controllo palestinese, centinaia di bambini e ragazzi raccolgono le macerie setacciando quello che rimane dopo i bombardamenti. Ogni 5 grandi sacchi si guadagna 2 euro…disumano!

2. Siamo lungo la via principale di Gaza City dove la vita scorre “normalmente” alllietata dal ronzio incessante dei generatori…si calcola che ce ne siano più di 500.000 in tutta la striscia. Il generatore insieme all’asino che traina un carretto è una delle merci più richieste (da chi può permetterselo…pensate che la disoccupazione arriva anche all’80%!!!). Tutto questo grazie al fatto che la corrente viene tolta per 8 ore al giorno e non arriva tanta benzina. Anche il generatore diventa un lusso a Gaza perchè il piccolo costa 200$ mentre il grande costa 400$

3. Siamo al confine con Rafah (Egitto). I tunnel sono l’unico ingresso per la merce…oggi toccava alle pietre usate come materiale per ri-costruire tutto quello distrutto. Domani chissà…

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Una risposta a Vita quotidiana a Gaza

  1. Giovanni e Aidi ha detto:

    Ieri ho letto sul web le notizie sulla visita di frattini. Sembra che, come ci hai raccontato nella tua precedente visita a Gaza, al Valico di Eretz sia stato accolto da una raffica di mitra che però purtroppo non ha potuto vedere perchè era stata sparata qualche minuto prima del suo arrivo e che aveva ferito il solito sciagurato che raccoglieva macerie (i più cattivi direbbero “peccato due volte!”). Agli israeliani ha raccomandato di essere più buoni ed allentare un po’ la stretta sulle forniture via terra a Gaza, ma basta poco, poco tanto per poterlo sbandierare ai quattro venti. Ha anche consigliato a quelli di Hamas di far tornare a casa il soldato Gilad Shalit che secondo lui sarebbe un bel gesto di buona volontà che io condividerei, ma ha dimenticato di dire che il governo israeliano non ha fatto nemmeno un minimo sforzo di buona volontà che forse sarebbe stato sufficente a far tornare a casa quel povero ragazzo già da tempo. A proposito dell’Iran ha detto che un attacco militare per fermarne l’attività diretta all’uso militare del nucleare sarebbe catastrofico, non perchè in fondo non sarebbe giusto (secondo lui aggiungo io) ma perchè metterebbe in pericolo il mondo intero. Niente di nuovo sotto il sole di Gaza.
    Una preghiera per i fratelli Palestinesi non manca ogni giorno speriamo che possa servire a qualcosa certamente più di quanto abbia fatto il (non mio) ministro frattini.

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