Voce che grida nel deserto…

Continua il nostro cammino di Avvento : sto aspettando di andare a celebrare la s.Messa della 2° domenica di Avvento in parrocchia a Sant’Andrea (Montevarchi) e nel pomeriggio andiamo a presentare il libro a Predappio e poi in serata a Faenza per parlare della situazione dei cristiani in Terrasanta. Siamo in cammino. L’avvento è questo cammino che ci porta verso il Natale, verso questa grande festa che è l’incontro di due cammini. E’ Natale ogni volta che la mia strada incontra la sua strada e i due cammini diventano una sola strada. L’Avvento è anche tempo di attesa : attesa che ci deve trovare svegli, attesa che non ci può trovare passivi, attesa che ci deve trovare in cammino verso di Lui…guai a chi si ferma !!!
Di solito passavo l’avvento a Betlemme e il Natale a Montevarchi…quest’anno sto passando l’avvento in Italia per tornare a celebrare il Natale a Betlemme. Sarà il primo Natale che vivrò a Betlemme. Sarà un Natale particolare. Sogno un Natale speciale in cui il Signore ci faccia un grande dono : il dono è quello di cui parla il profeta Isaia nella prima lettura :

“In quel giorno
quando spunterà il germoglio da Iesse,
la giustizia sarà fascia dei suoi lombi
e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.
Il lupo dimorerà insieme con l’agnello;
il leopardo si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un piccolo fanciullo li guiderà.
La mucca e l’orsa pascoleranno insieme;
i loro piccoli si sdraieranno insieme.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera;
il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la conoscenza del Signore riempirà la terra
come le acque ricoprono il mare”.

Noi attendiamo questo giorno. Stiamo lavorando perchè questo giorno possa arrivare, siamo certi che prima o poi questo giorno arriverà ed allora perchè non farlo arrivare subito? Questo giorno è pronto : dipende solo da noi !
La soluzione che ci dona il profeta Isaia è forse la più attuale : non più due stati dato che non è possibile sul terreno….ma un solo paese dove leone e agnello, lupo e capretto, ebreo, musulmano e cristiano possano vivere insieme! Non troppi anni fa era così : mi raccontano gli anziani di BeitJala che gli ebrei venivano a Betlemme per mangiare, per fare la spesa, per trovare gli amici e viceversa…perchè non è possibile farlo di nuovo? Siamo ancora in tempo…non ne abbiamo molto ma forse è ancora possibile tentare di nuovo. Dobbiamo provarci e non permettere che la paura e gli interessi egoistici di alcuni continuino a dividerci per sempre ed allora saranno guai per tutti. Il maledetto muro di divisione è stato costruito in modo diabolico anche per questo : per non permettere più l’incontro con l’altro. Le nuove generazioni non hanno la possibilità di conoscersi e sono costrette a vivere nell’ignoranza, nella non conoscenza l’uno dell’altro. Dobbiamo tentare di opporci a questo. Non possiamo accettare che vinca l’odio e la divisione perchè o ci salviamo tutti insieme o non si salva nessuno ed allora perchè non ri-provare a vivere insieme come ci augura Isaia, profeta caro a tutti noi ???

Buon cammino di Avvento a tutti !

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3 risposte a Voce che grida nel deserto…

  1. annalisa longo ha detto:

    Buon cammino d’Avento anche ate, Abuna caro.
    E che Isaia ci aiuti a capire ed agire. Un caro saluto da tutti i Perugini

  2. Giovanni e Aidi ha detto:

    I deserti sono luoghi inospitali… si dice in giro, ma è nel deserto che le persone ritrovano se stesse. Il tuo articolo mi ha fatto andare a ricercare qualche cosa scritta da Carlo Carrette nelle sue “Lettere dal deserto” e mentre leggevo mi hai chiamato! Telepatia? Non lo so so solo che provo tanta nostalgia della Terra Santa, dei luoghi, delle persone, del quotidiano… spero di poterci tornare presto, nel frattempo mi tiene compagnia Fratello Carlo. Che l’Avvento sia per noi tutti un “Avvenimento” che se pur vecchio di oltre 2000 anni ci faccia sempre viveve la Buona Novella. Che la nostra strada sia sempre in salita. Un abbraccio…

  3. luigi ha detto:

    Un rapido servizio in TV (mipare su La 7) ha mostrato alcuni pompieri palestinesi che -orgogliosi di poterlo fare e di poter finalmente oltrepassare IL MURO- davano una mano a spengere l’incendio sul monte Carmelo.
    Che possa essere un segno per UN (possibile) PAESE !
    Saebbe davvero un AVVENTO, una BUONA NUOVA…
    Poi anche i Canadair -altro che nuovi armamenti!- farebbero naturalmente la loro parte…

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