Cosa ci sto a fare quà ?


E’ la domanda che mi nasce dentro quando altri ti chiedono :
Ma tu come fai, che vivi ALDILA’ del muro, a vedere tutti i giorni queste ingiustizie
e a non pensare che stai perdendo tempo, che non c’è speranza?
E’ dura dura dura
ma lo devo a queste splendide persone
che molti di voi hanno conosciuto
e che spero tutti possano conoscere
sono loro che mi danno la forza di resistere
qualche tempo fa un frate mi ha accusato di far politica
io ho risposto che cerco di mettere in pratica il vangelo
ho incontrato per strada un popolo massacrato
lasciato da tutti a terra sanguinante e ferito
e non ce l’ho fatta a scansarmi
non sono riuscito a fare il sacerdote che passa dall’altra parte
ho fatto come il Samaritano
mi sono abbassato ed ho toccato l’umanità ferita
ho cercato di fare come fa con me ogni giorno Gesù
di usare la sua stessa com-passione
ma ti dico che è durissimo patire insieme a loro
non so come fanno
tante volte mi rispondo che questa è la loro forza
poter sopportare una quantità disumana di ingiustizia
e allora vado avanti anche io
cercando di vivere il vangelo
mettendolo in pratica con la mia povertà e le mie debolezze…
ma è proprio vero che
quando siamo deboli è allora che siamo forti !!!!!
E il Signore, che mi vuole bene,
spesso mi manda degli angeli che mi prestano un ala
per volare sopra il muro e respirare un pò di libertà
e riprendere fiato, ricaricarsi e ripartire per un pò…
in questi anni voi siete stati una legione di arcangeli !!!
Grazie di cuore a tutti e fate memoria di questa sofferenza
raccontate quello che avete visto e quello che udite
così nel giorno del giudizio
nessuno vi potrà accusare di aver fatto silenzio!!!
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19 risposte a Cosa ci sto a fare quà ?

  1. Giovanni e Aidi ha detto:

    Mio caro Amico, la domanda è cosa ci stai a fare? Una delle tante risposte potrebbe essere: se tu non ci fossi bisognerebbe inventare uno uguale a te e mettercelo.
    Quel frate che ti accusa di far politica si sarà mai chiesto se il Signore lo ama? Io sono certo che lo ama perchè il Signore ama chi ha bisogno del suo amore, cioè tutti, ma un po’ di più quelli che non si schierano al suo fianco nella vita di tutti i giorni cercando di tenere i piedi in due staffe e dimenticandosi che o si è con Cristo o con il potere: non ci sono mezze misure. E’ lui che per barcamenarsi fra tifare per gli ultimi e il galleggiare a metà classifica fa politica e, a mio opinabile parere, anche dalla parte sbagliata. Quanti di quelli che ti hanno conosciuto vorrebbere avere il tuo coraggio! Ecco, tu che una volta ti cimentavi con successo nei campi di calcio, di a lui e a quelli che ne condividono il pensiero che chi sta per retrocedere ha molto più bisogno di far punti e li deve fare sul campo perchè gli ultimi non hanno nemmeno i soldi per pagare le partite.
    Stasera preghierina per il frate! tanto per noi, sono certo, lo faranno quelli che ci vogliono bene….

  2. Gianna pasini ha detto:

    Io sarò una testimone non silente perchè ho visto le in giustizie che subisce quel popolo,
    Gianna Pasini

  3. paola caridi ha detto:

    benvenuto nel club, mio caro Abuna. comunque, a un certo punto, si capisce come fanno. non possono fare altrimenti, non hanno alternative. si chiama, in arabo, sumud.

  4. luigi ha detto:

    Caro Abuna,
    a proposito di persone capaci di sopportare quantità disumane di ingiustizia e (soprattutto questo è difficile) reagire in un modo giusto, ho letto questa ” lettera da Gerusalemme” che trascrivo (in parte, anche perché tu possa -se puoi- verificarla…):
    “…Venezia sembra lontanissima dalle colline deserte della regione montuosa di Hebron Sud, dove quest’anno non ci sono state piogge e dove gli abitanti dei pochi, piccoli villaggi della regione sono disperati per la mancanza d’acqua. Sotto molti punti di vista il viaggio da Gerusalemme Ovest a Hebron Sud sembra più lungo del viaggio da Forlì a Gerusalemme. Siamo partiti da autostrade e grandi condominii, poi abbiamo viaggiato su strade piene di buche, poi su strade sterrate e, nel tratto finale, le strade non c’erano più.
    Qui le persone vivono come 100 anni fa, o anche 1000. Ogni pochi Km ci imbattiamo in un piccolo villaggio, o un khirbe come si dice nel dialetto locale. Si tratta di una o due grandi famiglie che vivono insieme in tende o grotte. Le grotte fanno da magazzino, ma servono anche per dormirci quando fa troppo freddo o troppo caldo. Ogni famiglia ha delle pecore e delle capre; il loro latte e la loro carne sono le uniche fonti di reddito per queste famiglie. Dono proprio queste persone, i più poveri tra i poveri, ad essere diventate il bersaglio dell’occupazione israeliana. Le autorità militari, che cercano di confinare i palestinesi in aree ristrette della Cisgiordania e destinare il resto della terra agli insediamenti o a scopi militari, vedono in Hebron Sud un’opportunità.
    Qui, sparse sulle colline nella parte sud-orieintale della Cisgiordania, vivono tra le 2.000 e le 3.000 persone. Le autorità militari si sono date l’obiettivo di sbarazzarsene. L’intera area è stata quindi dichiarata zona di addestramento militare, e agli abitanti è stato ordinato di andarsene. Poi, è stato costruito un cordone di insediamenti israeliani per separare questi villaggi dalle città in cui si trovano i servizi. ora gli abitanti sono costretti ad aggirare gli insediamenti, così, mentre una volta per andare a scuola o in ospedale ci volevano 20-30 minuti, ora ci vogliono 2 ore, 3 ore o più. Un numero sempre maggiore di pascoli e pozzi è diventato inaccessibile. A volte l’esercito arriva a distruggere tende, cisterne, e persino grotte (!) che considera “illegali”.
    c’è qualcosa di antico in queste colline, nella storia di un popolo cacciato dai propri terreni da un altro popolo. Questa storia però ha subìto un cambiamento da parte dell’organizzazione umanitaria israeliana Ta’ayush: da quasi 10 anni gli attivisti di Ta’ayush vengono in questi territori per contrastare le politiche del governo militare riaprendo strade, ricostruendo e pulendo le cisterne e organizzando azioni di supporto allo stesso tempo in favore di e insieme alle popolazioni locali. Oltre a Ta’yush, nell’area operano altre organizzazioni, come The Villages group (http://villagesgroup.wordpress.com), che si occupa di supporto agli asili e ai bambini della regione, e Comet-me, che si occupa di far sì che questi piccoli villaggi abbiano elettricità prodotta da fonti rinnovabili (http://www.comet-me.org). l’attivista principale di quest’area è […], idraulico per formazione, nato a Gerusalemme, che ha sposato la causa di queste persone. Da circa 10 anni […] gira la regione con la sua jeep, distribuendo donazioni di vestiti e altri materiali, coordinando le operazioni degli attivisti israeliani e sostenendo la popolazione locale nei suoi sforzi. Il suo arabo fluente e i suoi modi lo rendono un enigma per chi teorizza il conflitto tra ebrei e arabi, perché […], figlio di ebrei nati in Iraq, è ebreo e arabo allo stesso tempo.
    Durante i soi 6 anni di attività, […] ha già cambiato 3 automobili. La prima jeep gli è stata rubata, la seconda manomessa.. E’ stato arrestato un enorme numero di volte, ha passato un mese in prigione per aver cerato di bloccare la demolizione di una casa, ed è stato attaccato fisicamente varie volte dai coloni. tuttavia, le difficoltà non lo fermano, amzi,lo rendono ancora più attivo […] da allora, lo accompagniamo noi in macchina a turno. Oggi era il mo turno. Assieme a noi è venuto un fotografo. Ci siamo fermati a Hebron, dove abbiamo caricato 2 elettricisti che collaborano con Comet-me. Il nostro lavoro oggi è stato quello di controllare il funzionamento delle turbine, dei pannelli solari e delle batterie, occuparci delle operazioni di mantenimento e raccogliere i soldi delle bollette dell’elettricità. Uno dei principi di Comet-me consiste nel fatto che gli abitanti paghino per l’elettricità che usano. Il denaro raccolto serve per il mantenimento delle attrezzature e per l’associazione. […] ho avuto modo di vedere i panorami meravigliosi di queste terre e di scambiare due parole nel mio arabo elementare con i locali […] Aver introdotto l’elettricità fa sì che sia possibile avere luce di notte, avere un computer a scuola per l’alfabetizzazione informatica dei bambini, caricabatterie per i cellulari, frigoriferi per lo yogurth e il burro e anche una zangola elettrica. In alcune delle grotte ora ci sono i televisori, cos’ gli anziani e le pecore che non amano stare all’aperto possono guardare le soap opere egiziane. I bambini giocano tutti all’aperto. A quanto pare, non hanno giocattoli in senso stretto, e sono stati molto contenti di ricevere i palloni che abbiamo portato. Qui la vita è difficile, e le condizioni sono peggiorate […] Tuttavia, mentre pranziamo, -pane croccante cotto in un forno di fango, yogurt fatto in casa, uova fresche e cavolfiore cotto nel burro – questa vita semplice ci sembra meravigliosa [..] quando improvvisamente sentiamo qualcosa. dalla collina dietro di noi si solleva un elicottero diretto verso di noi. Con un rumore assordante, passa a soli 15 metri dalle nostre teste e ci ricorda ch questa è una zona di addestramento militare.

    [……] del Comitato israeliano contro la Demolizione delle case dei palestinesi (Icahd).

  5. giuliana ha detto:

    Vedere per capire, caro Abuna! A chi mi dice che una parte fa bene a difendersi dagli attacchi dei cattivi mi verrebbe da staccargli un orecchio con un morso. Non sopporto chi prende posizione e giudica stando tranquillamente seduto davanti alla tv. Quello che mi fa rabbia è che molti sono cristiani. A me viene da dire che non hanno imparato nulla da quello che hanno sofferto nell’ultima guerra mondiale. Come è possibile aver subito quell’atroce sorte e perpetrarla, e con che diritto, in maniera strisciante sulla pelle di un popolo che legittimamente abitava quelle terre? Non riesco a stare più zitta e ovunque mi trovi racconto quello che ho visto e vissuto. Purtroppo non mi è stato possibile vedere con i miei occhi il posto dove eri ieri, ma credo fino in fondo alla tua cronaca puntuale e Vera. Grazie. Posso solo contraccambiare tenendovi nel cuore durante la preghiera.
    Un abbraccio.

  6. giuseppe ha detto:

    La cosa di cui non potremo essere tacciati è di non parlare e di non dire quello che abbiamo visto, anche se è difficile convincere a chi non ha visto. Noi continueremo a farlo e veramente ti dobbiamo ringraziare per resistere in questa situazione e per tenerci sempre informati. Abuna Mario non sei solo ed oramai sono tanti quelli che hanno toccato con mano la sofferenza del popolo Palestinese. Un abbraccio ed avanti tutta.

  7. In questi giorni in Francia è uscito un libricino di 34 pagine scritte da un signore di 93 anni, Stephane Hessel, ebreo, partigiano, deportato che scrisse con altri il documento più rivoluzionario dell’era moderna: La dichiarazione dei diritti umani del 1948.
    Si intitola INDIGNATEVI!!! e, ricordando che fu l’indignazione la molla che spinse tanti giovani a ribellarsi contro il nazismo e il fascismo, invita tutti e soprattutto i giovani a riscoprire questo nobile sentimento. Per aver sostenuto la campagna BDS e per le sue dichiarazioni contro il Governo israeliano gli è stato vietato un dibattito pubblico all’Academie Francaise. Il libro ha venduto circa un milione di copie.

    Vedi caro Abuna Mario, non sei solo a indignarti. Sei in buona compagnia.

    Un abbraccio da Paolo e Bice , Genova

  8. Valentina ha detto:

    Caro amico mio, quanto è bello leggere nel tuo cuore…..perché ogni frase è uscita direttamente da lì!
    Ci conosciamo da 20anni e da affermato calciatore ti ho ritrovato “don” con tanto amore per Gesù, per il Vangelo e per un popolo tanto martoriato quale quello palestinese!
    Mi hai attaccato la “febbre da Terra Santa” e sono felice di essere stata contagiata, contagiata dai sguardi profondi dei tuoi bimbi, dai sorrisi dei ns fratelli seminaristi dagli abbracci sinceri del popolo che abbiamo conosciuto, tu sei una speranza per loro, il Buon Dio ti ha guidato in quella terra non a caso e non per caso ha portato te laggiù, proprio te con il tuo carattere forte e deciso quindi grazie perché mi hai insegnato ad aprire la mente e non dimenticare, grazie per ciò che sei per tanti di loro e grazie Gesù perché Abuna Mario c’è Al di là del muro!
    ti abbraccio forte …….

  9. enzo ha detto:

    Grande Abuna, noi vorremmo almeno in minima parte pensare di poter fare e condividere con te quello che tu tutti i giorni fai al di la del muro condividere quello che i tuoi occhi vedono, essere (non sempre come te) almeno ogni tanto il buon Samaritano che si ferma ed aiutare il proprio fratello, ma se questo non c’è concesso, hai la certezza che quando ti manca il fiato chiamaci e quelli che tu chiami arcangeli saranno li da te a darti aria ed infonderti coraggio per il proseguo del cammino verso una pace che certamente arriverà. Grande Mario… siamo con te.

  10. ale ha detto:

    caro abuna, anche qui é dura svegliarsi e sentire quotidianamente notizie di chi ci governa da mettere le mani ai capelli!!qui il vangelo non sanno nemmeno cos é, sembra che si vuole difendere a tutti i costi una morale che non ci appartiene pur di non voler ammettere colpe davvero pesanti che ricadono su noi cittadini! se ti posso essere di conforto, vai avanti presto arriverà il giorno che svegliandoci ci renderemo conto che finalmente il buosenso e la pace saranno in ognuno di noi!!un abbraccio da tutt’Andria

  11. LAURA ha detto:

    Anch’io conosco le sofferenze di questa martoriata terra, soprattutto la situazione dei cristiani, nostri fratelli nella fede. Sono convinta che solamente il coraggio, la pazienza e la misericordia possono condurre al Perdono. Questa parola è difficile da comprendere e da attuare, ma è l’arma segreta che sola può cambiare il mondo.
    Ci è quindi chiesto di educare alla Carità per sorreggere, aiutare, consolare ed incoraggiare; sappiamo che da soli non ne siamo capaci, quindi è necessario pregare molto . Consapevoli che è Lui che ci fa , cerchiamo di utilizzare al meglio il dono della
    nostra libertà, per dare testimonianza dove il Signore ci chiama e diventare credibili. Con grande affetto. Laura

  12. Ettore ha detto:

    Cosa ci sto a fare quà ? A fare politica ma quella vera, quella che sta con i poveri, con quelli che non hanno diritti umani, con quelli che non sono più proprietari della loro terra ……..
    E speriamo che in un futuro prossimo non ti servano più gli angeli per respirare la libertà……

  13. LAURA ha detto:

    Anch’io conosco le sofferenze di questa martoriata terra, soprattutto la situazione dei cristiani, nostri fratelli nella fede. Sono convinta che solamente il coraggio, la pazienza e la misericordia possono condurre al Perdono. Questa parola è difficile da comprendere e da attuare, ma è l’arma segreta che sola può cambiare il mondo.
    Ci è quindi chiesto di educare alla Carità per sorreggere, aiutare, consolare ed incoraggiare; sappiamo che da soli non ne siamo capaci, quindi è necessario pregare molto. Consapevoli che è Lui che ci fa , cerchiamo di utilizzare al meglio il dono della
    nostra libertà, per dare testimonianza dove il Signore ci chiama e diventare credibili. Con grande affetto. Laura

  14. eugenia ha detto:

    grazie, non sei solo!

  15. Filippo ha detto:

    Questa domanda te l’ho fatta anche io Don, con questa stessa risposta… Non posso che confermare che mi hai fatto vedere e toccare con mano le ingiustizie che sopporta ogni giorno quella gente. Non posso che confermare che ho dovuto cambiare tutto il mio castello di idee sulla questione. Non posso che confermare che ho conosciuto persone splendide. Non posso che ringraziare il Signore per averti mandato a lenire una parte di quelle sofferenze, per averti affidato questa pesante missione, sapendo che il Signore affida il peso a spalle in grado di sopportarlo. E quindi ringrazio il Signore perchè ho conosciuto un grande Sacerdote e un grande uomo. Un grande Abuna!
    Ciao

  16. Maria Grazia ha detto:

    “…il piccolo stato di Israele circondato da nemici potentissimi”. Ecco la frase con cui Favara questa mattina ha chiuso il collegamento da Gerusalemme! Peccato che sono arrivata in ritardo e non ho sentito ciò che precedeva, ma ce lo immaginiamo…Che rabbia ho provato in quel momento! E subito ho pensato a te don Mario! Grazie di essere aldilà! Grazie di essere vicino agli oppressi e grazie di farci sapere anche le tristi realtà! La nostra preghiera è con te e ti darà ancora più forza e sostegno.

    • Maria Grazia ha detto:

      ops! “Il giornalista” è il solito Pagliara e non Favara…scusate l’inesattezza, ma la sostanza non cambia!

  17. giuseppe ha detto:

    Ho davanti a me l’Immagine della Madonna con il Gesù Bambino, che la Madonna protegga tutto il popolo Palestinese specialmente in quelle due ore di aspettativa per andare al lavoro quando un senso di rabbia e di impotenza mi prende nel vedere quelle immagini. Che Dio ci protegga e faccia si che il nostro atteggiamento non sia mai come quello di chi opprime questo popolo. Ti abbraccio Don Mario

  18. giuseppe ha detto:

    ti scrivo nuovamente per dirti di studiare e di non farti bocciare, se no ti mettiamo in collegio. Scherzo!!!!!!!!!!! Vai Abuna un abbraccio da tutta Anghiari

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