RITORNATE AD ESSERE “UMANI”!

Domani sera alle h.18.00 presso la Chiesa parrocchiale di Betjala, insieme alla comunita’ locale celebriamo la S.Messa e pregheremo per Vittorio, per Juliano, per Udi e la sua famiglia e per questa situazione assurda…perche’ chi ha deciso queste morti possa ritornare ad essere “umano”…ed aggiungerebbe Gesu’ : “Chi ha orecchie per intendere, intenda”!!! Siete tutti invitati ad unirvi a noi!!!

CHI ERA VITTORIO ARRIGONI :

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10 risposte a RITORNATE AD ESSERE “UMANI”!

  1. Faty ha detto:

    Che rabbia Abuna, che rabbia!!!

  2. francesca cecchi ha detto:

    Mi dispiace non poterci essere anche fisicamnete, ma sarò con voi con il cuore!
    Francesca

  3. annalisa longo ha detto:

    attoniti e addolorati,ma non disperati, pregheremo da qui insieme a Voi, Un grande abbraccio a te e tutti i fratelli palestinesi. Annalisa e tutta la grande famiglia

  4. eugenia ha detto:

    stiamo pregando insieme a voi

  5. Beppe ha detto:

    Che Dio Vi protegga e vegli su di Noi e ci aiuti veramente a far conoscere la verità che da noi arriva distorta…. voglio augurare a tutti i fratelli palestinesi una Buona Pasqua e che il futuro sia veramente di pace di quella pace di cui abbiamo bisogno..

  6. luigi ha detto:

    Sempre più difficile “restare umani”…
    Molti esempi luminosi vengono spenti, molte e diverse situazioni si aggravano, avvitandosi su se stesse.
    Eppure, anche nell’umile nostro vivere quotidiano, se ci guardiamo intorno, qualche piccola luce possiamo scorgerla. Il guaio è che queste luci spesso rimangono “sotto il moggio”…

  7. antonietta ha detto:

    Mi unisco alla preghiera di quanti pregano per Vittorio, perchè la sua vita continui a suscitare senso umano lì dove è mancato nei suoi confronti, e dove in ogni angolo della terra la vita viene continuamente umiliata in tanti modi e, perchè sostenga quanti come lui si fanno dono gratuito per umanizzare la vita con Gesù e nel suo nome.

  8. anna marchi ha detto:

    E’ da venerdì che il mio cuore non riesce più a essere se stesso. Non posso domandarmi il perchè… conosco la risposta. Non possiamo essere e rimanere indifferenti difronte al martirio di Vittorio. Abuna Mario sai come io non riesco a stare zitta e a rimanere indifferente difronte a certe cose… Ho pregato per Vittorio per la sua vita fin da quando in Italia è arrivata la notizia del suo rapimento. Ho pregato per i miei fratelli di Gaza, di Betlemmme e per tutti quelli che subiscono ingiustizie in codesta terra che amo quanto l’Italia. Quello che mi fa male è l’indifferenza e la superficialità con cui si tratta l’argomento. E questo viene messo accanto alle “schifezze” del nostro paese. Ho conosciuto diversi volontari durante i miei soggiorni e ciascuno di loro ha sempre reso evidente l’amore per la Palestina e la sua gente, un amore viscerale come quello che lega fratelli di sangue. Che il Signore di cui ricordiamo la passione e la morte per tutti gli uomini di buona volontà prenda per mano amche Vittorio e dia la forza a tutti di continuare nel loro cammino di pace.

  9. Ettore ha detto:

    LA PACE: un bene che “nessuno” vuole…..
    Domani durante la Santa Messa delle 18 proverò a pensare di essere nella Chiesa parrocchiale di Betjala per pregare per tutti i Martiri dei nostri giorni che si battono per un futuro pieno di pace.

  10. luigi ha detto:

    A proposito della (im?)possibilità di “restare umani”, abbiamo riletto (e meditiamo…) un brano di Primo Levi (da “Se questo è un uomo”)

    “…Ho scordato ormai, e me ne duole, le sue parole diritte e chiare, le parole del sergente Steinlauf dell’esercito austro-ungarico, croce di ferro della guerra ’14-18. Me ne duole, perché dovrò tradurre il suo italiano incerto e il suo discorso piano di buon soldato nel mio linguaggio di uomo incredulo. Ma questo ne era il senso, non dimenticato allora né poi: che appunto perché il Lager è una gran macchina per ridurci a bestie, noi bestie non dobbiamo diventare; che anche in questo luogo si può sopravvivere, e perciò si deve voler sopravvivere, per raccontare, per portare testimonianza; e che per vivere è importante sforzarci di salvare almeno lo scheletro,l’impalcatura, la forma della civiltà. Che siamo schiavi, privi di ogni diritto, esposti ad ogni offesa, votati a morte quasi certa, ma che una facoltà ci è rimasta, e dobbiamo difenderla con ogni vigore perché è l’ultima: la facoltà di negare il nostro consenso.”

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