Il giorno del Signore…

Oggi l’ho celebrato nella parrocchia di BetJala. Ancora non riesco a celebrare in arabo e così devo usare il messale italiano ma le preghiere sono le stesse e così prima della Liturgia della Parola, abuna Ibrahim ha letto in arabo la Colletta (ossia l’orazione nella quale si raccoglie i voti dei fedeli e si presenta a Dio le loro domande. La parola “colletta” viene dal latino colligere, che significa “raccogliere, riunire”. La colletta è di grande importanza, e perciò la santa Chiesa vuole che la si ascolti con rispetto e gravità.) La Colletta tradotta in italiano diceva così : “O Dio, che nella compassione del tuo Figlio verso i poveri e i sofferenti manifesti la tua bontà paterna, fa’ che il pane moltiplicato dalla tua provvidenza sia spezzato nella carità, e la comunione ai tuoi santi misteri ci apra al dialogo e al servizio verso tutti gli uomini”.  E’ una bella preghiera. E questa bella preghiera ha risuonato oggi in tutte le parrocchie del mondo, ma io mi vorrei fermare a quelle italiane… Chi di voi ci ha fatto caso ?  Mi piacerebbe condividere con voi quello che ha suscitato nel vostro cuore questa preghiera. E’ vero che non è Parola di Dio ma è altrettanto importante perchè è la nostra parola rivolta a Dio.

Noi abbiamo domandato a quel Dio che manifesta il suo essere padre di tutti in Gesù che ha compassione dei poveri e dei sofferenti, di far sì che il pane che Lui ci dona ogni giorno e che viene moltiplicato dalla sua Provvidenza sia spezzato e condiviso nella carità. E poi abbiamo domandato un altra cosa : che la comunione ai suoi santi misteri ci potesse aprire al dialogo e al servizio verso tutti gli uomini.

E’ vero che queste domande le ha fatte il sacerdote ma le ha fatte a nome di tutti. Ed allora quelli che oggi hanno partecipato alla S.Messa hanno chiesto a Dio due cose importantissime. Non possiamo scherzare con Dio. Prima gli domandiamo alcune cose ma poi con la nostra vita gli diciamo : scusami Signore, mi sono sbagliato, il mio pane lo voglio consumare da solo e degli altri uomini non me ne frega niente…

Noi che ci chiamiamo CRISTIANI non possiamo agire e comportarci in modo differente da Cristo Gesù. E come si è comportato Gesù il Cristo ? Provando compassione verso i poveri e i sofferenti, spezzando e condividendo il pane e dialogando e servendo TUTTI gli uomini.
Oggi chi sono i poveri ed i sofferenti da amare ?  Sono quelli che Dio ci ha messo accanto affinchè attraverso di noi possano sperimentare la sua bontà paterna. Chi sono tutti gli uomini ? Sono quelli diversi da me, sono quelli di altre religioni e di altri colori…(a proposito domani i musulmani iniziano il RAMADAN…che bel gesto se domani augurassimo “Ramadan  kareem”  (un Ramadan generoso) a qualche musulmano che conosciamo!)

Per me in questo momento storico della mia esistenza i poveri ed i sofferenti sono i miei fratelli palestinesi…ed io li devo amare e li devo servire non perchè sono palestinesi ma perchè sono uomini, donne, giovani e bambini umiliati e oppressi. In questo momento ed in questo luogo dove mi trovo sono i poveri ed i sofferenti che Dio mi ha affidato…non sempre ci riesco a causa della paura, a causa della mia debolezza di fronte al nemico, a causa di tante cose ma nonostante tutto ci devo ri-provare giorno dopo giorno perchè non posso non prendere sul serio quello che io domando a Dio e quello che  Dio mi dice!!!

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2 risposte a Il giorno del Signore…

  1. Giuliana ha detto:

    Ho letto anche io che domani inizia il Ramadan e il pensiero mi è volato ai fratelli in Palestina. Mi sono detta, se fossi in Terra Santa, augurerei un buon Raamadan a Omar, alla famiglia di Lina,che mi ospitò a pranzo nel 2008 nel mio primo pellegrinaggio e che condivise, con noi cristiani ospiti, la preghiera prima del pranzo e che ringraziò Dio per la nostra presenza in casa loro. La colletta di oggi mi ha colpito ,specie nella frase:“fa’ che il pane moltiplicato dalla tua provvidenza sia spezzato nella carita” In queste poche parole c’è l’essenza dell’essere cristiano. La condivisione con chi è nel bisogno. Fuori dal mio supermercato c’é spesso una giovane mamma di colore con la piccola Francesca, un tenero cioccolatino di un paio di mesi. Mi chiedo come si faccia ad uscire con le borse cariche di spesa ed ignorare queste due creature. Dicendole buon giorno ho saputo che non ha latte per alimentarla e nemmeno soldi per comprare il latte primi mesi. Non vuole nulla per sé ma ha paura per il futuro della sua piccola. Spero che il Signore le faccia incontrare persone che l’aiutino a crescere la sua bambina. Chissà se é di fede mussulmana. Sarebbe bello augurarle un “kareem Ramadan” nel giorno che ci introduce al perdono di Assisi e con alcune confezioni di latte primi mesi per la sua creatura.

  2. don antonio ha detto:

    Caro Mario,
    in questa lotta, perchè di Cristo, non sei solo. Ti sono vicino e con te patisco per i problemi dei nostri fratelli Cristiani in Palestina. Ho invitato i miei giovani a visitare ul tuo Blog. e devo dirti che ne sono veramente colpiti, per quello che scrivi. Pensa sono gia col cuore, pronti a venire in terra santa. Dio lo Voglia.
    Di ai tuoi amici in Palestina che non sono soli, Noi tutti siamo con loro e nel nostro piccolo faremo quanto possibile per venirvi incontro.
    Grazie

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