Una riflessione natalizia…

Oggi ho pensato che sarebbe stato bello condividere con voi una riflessione sulla Parola di Dio del Natale che ho scritto in questi giorni per l’Azione Cattolica di Nardò-Gallipoli. Alla fine c’è un impegno da prendersi…perchè non lo prendiamo anche noi ???

 

Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che vivevano in terra tenebrosa una luce rifulse. (Is. 9,1)

E’ questa la luce che i pastori hanno visto in quella fredda notte a BetSahour che significa proprio “Casa dei Pastori”. E’ questa la luce che li guida all’incontro che cambierà la loro vita e che cambierà la storia dell’umanità. Insieme alla luce, i pastori hanno avuto una visita, quella dei messaggeri di Dio che hanno annunciato loro la buona notizia. E da questo annuncio e da questa luce e’ iniziata per l’umanità una speranza nuova, un nuovo cammino sulla strada della salvezza.

Il nostro cammino inizia in quella notte ed inizia da una grotta dove Maria e Giuseppe vengono accolti dai loro parenti. Sempre in quella notte i pastori ricevono l’annuncio di una grande gioia : Oggi e’ nato per voi un bambino e quel bambino e’ il Salvatore, e’ Cristo Signore.

 “Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori si dicevano l’un l’altro: Andiamo fino a Betlemme a vedere quello che è successo.” (v.15) Cosa fanno i pastori dopo aver ricevuto questo annuncio ? Decidono di partire, prendono una decisione, scelgono di mettersi in cammino. “Yalla” è la caratteristica espressione usata ancora oggi per dire “andiamo, avanti, mettiamoci in cammino. E’ bello pensare che anche in quella notte questa parola sia risuonata forte in una delle grotte di Betsahour dalla voce di uno dei piccoli pastorelli. E si mettono in cammino. BetSahour il luogo dove vivevano i pastori non è molto lontano da Betlemme ma la strada è una strada in salita. E a camminare in salita si fa fatica. Per vedere Gesù dobbiamo decidere di mettersi o ri-mettersi in cammino e mettere in conto anche un po’ di fatica. I pastori scelgono di partire. Chi non vuole camminare non riuscirà mai ad arrivare alla grotta di Betlemme. I pastorelli avevano da custodire il loro gregge ma lo lasceranno per andare a vedere quanto successo. Non restano legati alle cose di un tempo ma si fidano della novità e partono. Non restano al calduccio del focolare ma si mettono per strada sfidando il vento freddo che scende dalle colline di Betlemme ogni sera al calar del sole. La salita non fà paura perche’ nel cuore hanno sentito muoversi qualcosa, hanno capito che forse colui che e’ nato e’ davvero l’atteso da lungo tempo. Si fidano e si mettono in cammino.

Andarono senza indugio” (v.16). I pastorelli non stanno li’ ad aspettare. Non perdono tempo a fare chiacchiere, non stanno a ragionarci troppo ma si fidano. La fede e’ sempre una sfida alla nostra ragione. Spesso noi pensiamo di poter comprendere e capire tutto, pensiamo di poter spiegare tutto con la nostra testa ma non ci riusciamo. E’ quello il momento in cui dobbiamo fidarci e partire. Come hanno fatto prima di noi i pastori di BetSahor. Solo in questo modo potremmo incontrare Dio che sta camminando verso di noi.

“ E trovarono Maria Giuseppe e il bambino adagiato nella mangiatoia (v.16). Arrivati a Betlemme i pastori trovano quello che avevano annunicato loro La mèta è una casa-grotta dove c’è un bambino, il figlio nato da una donna che realizzerà la nuova e definitiva alleanza tra Dio e l’umanità. Chi ha il coraggio di mettersi in cammino avrà sempre la grazia ed il dono di un incontro. I Pastorelli incontrano il bambino con Maria e Giuseppe e nel bambino riconoscono che quella annuncio che avevano ricevuto era vero. La fiducia posta su quella voce ricevuta li porta ad incontrare la Parola che si e’ fatta carne. I piccoli pastorelli riescono là dove i grandi studiosi non erano riusciti : trovare e riconoscere in quel bambino il Messia, l’atteso dalle genti.

“I pastori poi se ne tornarono  glorificando e lodando Dio pe tutto quello che avevano udito e visto, come era stato detto loro”. (v.20) L’incontro con il bambino cambia i pastori che nel tornare alle loro grotte iniziano a ballare e a cantare la grandezza di Dio. L’incontro con Dio trasforma la nostra vita, niente e’ piu’ come prima. La felicita’ e la gioia invadono il nostro cuore. E questa gioia e questa felicita’ ci portano a raccontare a tutti questo avvenimento.

Anche noi abbiamo ricevuto un annuncio, qualche volta non lo abbiamo ascoltato bene e qualche altra volta non ci siamo fidati ma quando lo abbiamo fatto e ci siamo messi in cammino, abbiamo avuto la grazia di un incontro che ci ha cambiato la vita. Abbiamo avuto la gioia di vedere come nulla e’ impossibile a Dio, nemmeno nascere nelle oscurita’ del nostro cuore e trasformarci in figli prediletti. E questo ci ha permesso di testimoniare con la lode e la gloria che Gesu’ Cristo e’ l’unico salvatore del mondo. E’ questo il nostro cammino : Dall’annuncio alla scelta. Dalla scelta all’incontro. Dall’incontro alla testimonianza. E la testimonianza diventa a sua volta un nuovo annuncio per tutta l’umanita’!

La figura dei pastori mi ha sempre colpito e soprattutto in questi anni di permanenza a Betlemme, ho scoperto perché Dio ha scelto proprio loro come primi testimoni di quell’avvenimento che il Signore aveva annunciato loro. I pastori erano gli ultimi, erano gli emarginati, ma soprattutto erano i piu’ piccoli, come ancora oggi succede. Dio a Betlemme aveva gia’ scelto il piu’ piccolo tra i figli di Iesse per farlo re : il pastorello Davide. Dio aveva scelto a Nazareth una piccola fanciulla per farla madre di suo figlio : la giovane Maria. Dio a Betlemme scegli i piccoli pastorelli per essere testimoni di questo grande avvenimento. Questa e’ la logica di Dio che e’ ben diversa dalla logica del mondo perche’ Dio non guarda l’apparenza ma guarda il cuore, come ci dice il profeta Samuele!

Per me, che vivo a Betlemme da piu’ di un anno, il Natale vissuto e condiviso con i cristiani di Terrasanta e con i piccoli ospiti della Casa dei Gesu’ Bambini (casa che accoglie bambini con problemi di handicap) e’ un vero Natale perche’ mi permette di toccare con mano quella povertà e quella debolezza che Dio ha scelto come strada di salvezza. Nelle condivisone delle difficolta’ e delle problematiche che qotidianamente viviamo, posso sperimentare la potenza e la grandezza di Dio che nonostante tutto, continua a scegliere gli ultimi e i piu’ piccoli per annunciare al mondo che solo accogliendo il suo Amore potremmo salvarci tutti insieme. Tutti i muri che ci hanno costruito intorno non possono impedire a Gesu’ Bambino di nascere ancora nei nostri cuori e di portare li’ la sua pace e la sua salvezza. E’ per questo che nonostante tutto continua nei nostri cuori a nascere la speranza e la gioia che solo l’Emmanuele, il Dio con noi ci puo’ donare.

“Yalla, venite a Betlemme a vedere quello che stà succedendo” e’ l’invito che oggi viene rivolto anche a voi. A voi che fate fatica a fidarvi della Parola di Dio, a voi che fate fatica a credere che la salvezza parte da Betlemme e passa da Gerusalemme, a voi che fate fatica a lasciare le sicurezze che vi siete costruiti per accogliere gli imprevisti che il cammino vi riserva. Buon Natale a tutti voi e che il vostro cuore possa diventare la grotta di Betlemme per Dio che stà cercando un luogo dove poter ancora nascere. Che il buon Dio vi trovi in cammino. Allora sara’ veramente Natale, perche’ alla fine Natale e’ ogni volta che questi due cammini si incontrano : quello di Dio che ci viene incontro e il nostro che va verso di Lui.

L’impegno che mi voglio prendere per questo tempo di Natale e’ quello di ri-mettermi in cammino per andare ad annunciare a chi e’ lontano la grande gioia che Dio ci ha fatto conoscere. Dio ha soltanto i miei piedi per camminare verso chi si e’ fermato o chi si e’ perduto lungo la strada. Proviamo a rendere i nostri piedi come quelli del messaggero di cui ci parla il profeta Isaia : “Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza, che dice a sion “Regna il tuo Dio” (Is. 52,7).     BUON NATALE a TUTTI  !!!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Una riflessione natalizia…

  1. giudig ha detto:

    Allora sara’ veramente Natale, perche’ alla fine Natale e’ ogni volta che questi due cammini si incontrano : quello di Dio che ci viene incontro e il nostro che va verso di Lui.
    Grazie Abuna, a fine giornata di Natale ci voleva una chicca come il tuo post!
    A tutti gli uomini che Lui ama mi viene da dire:”Diamoci una smossa, Yalla, rimettiamoci in cammino. 🙂

  2. Pingback: Tortellini… Natale in umido! « Conversando con Gerusalemme

  3. Paolo Farina ha detto:

    Andiamo fino a Betlemme

    Andiamo fino a Betlemme, come i pastori.
    L’importante è muoversi.
    E se invece di un Dio glorioso,
    ci imbattiamo nella fragilità di un bambino,
    non ci venga il dubbio di aver sbagliato il percorso.
    Il volto spaurito degli oppressi,
    la solitudine degli infelici,
    l’amarezza di tutti gli ultimi della Terra,
    sono il luogo dove Egli continua
    a vivere in clandestinità.
    A noi il compito di cercarlo.
    Mettiamoci in cammino senza paura.

    (don Tonino Bello)

  4. Luciano ha detto:

    Grazie Mario,
    come sempre obblighi a pensare e ad agire !!
    Santo Natale a tutti !! Un bacio alla “principessa”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...