In ricordo della Nakba… 15 maggio 2012

Lascio volentieri il racconto di questo splendido incontro, a Giovanni (abu Nikola) carissimo compagno di strade in salita!!!

 

Bara’am un piccolo villaggio palestinese ai confini del Libano: cosa potrà mai entrarci con la memoria di un “m’arcordo…” per dirla alla borghese?
C’entra amici, c’entra; l’esercito israeliano nel 1952 dopo aver fatto evacuare i suoi abitanti per motivi di sicurezza con l’assicurazione scritta che sarebbero rientrati dopo due settimane alle loro case, lo ha distrutto e i suoi abitanti sono stati dispersi nei territori. Alcuni hanno resistito nei villaggi vicini ed io pochi giorni fa ne ho incontrato uno: Abu George. Ci è venuto incontro tra le macerie delle case quasi come un fantasma ma, purtroppo era una persona in carne ed ossa che periodicamente torna in quel luogo dove sono le rovine della casa dei suoi genitori e le libera dalle piante infestanti ma forse il suo sogno è quello di tutti i Palestinesi: liberare la propria terra dalle piante infestanti dei coloni e della occupazione che, dopo 60 anni e nonostante le 3 sentenze della Corte Suprema d’Israele che riconoscono loro il diritto a tornare alle loro case, tradendo la parola scritta dei padri fondatori, continua la sua oppressione. Sotto il berrettino rosso, gli occhi azzurri sono diventati lucidi mentre ci raccontava la storia della sua famiglia, indicandoci l’abbeveratoio degli animali vicino a dove sorgeva il pozzo, lo spazio dove era la cucina…. Pochi sassi rimasti a testimoniare che tra quelle mura sono vissute delle persone. Ci ha raccontato di sua madre separata dalle sorelle trasferite nella valle antistante in Libano e per 50 anni non si sono mai più riviste. L’unica concessione agli abitanti del villaggio è quella di tornare a riposare per l’eternità nel piccolo cimitero di cui Abu George è solitario custode. Non ho potuto fare a meno di abbracciarlo con gli occhi lucidi per la commozione e in quell’abbraccio ci siamo detti tutto: io sono ripartito con i miei compagni di viaggio lui è rimasto li ad attendere giustizia ed oggi sicuramente nel giorno della nakba sentirà ancora di più il tradimento degli uomini e continuerà ad attendere un po’ di giustizia.
Apostoli della non violenza aspettano che il mondo si accorga di loro ma siccome sono abituati a camminare in punta di piedi continuano a sopportare che l’ingiustizia sia la loro compagna di viaggio.

Abu Nikola

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2 risposte a In ricordo della Nakba… 15 maggio 2012

  1. Gian Carlo ha detto:

    Carissimo abuna Mario, sono sempre con te, nella speranza che il buon Padre ascolti la mia povera preghiera e ti accompagni sempre. In quell’abbraccio hai rappresentato anche me, che mi sento tanto vicino a questi buoni, miti figli di Dio, da lui ricordati quando sul monte si mise a dire a chi lo seguiva quale era la caratteristica del suo popolo. Attraverso te ho anch’io abbracciato quell’uomo! Grazie Mario! Che Papà suia sempre con te, ma lo é, tu lo sai.
    Gian carlo

  2. Pingback: Il tempo si è fermato a Kufr Bir’am | Hopeandloveislife. Il segreto della vita

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