Il Natale nel carcere di Gaza


Buon Natale a tutti…noi lo abbiamo festeggiato oggi a Gaza, nella splendida parrocchia della Sacra Famiglia. Siamo partiti di buon mattino per entrare nella Striscia verso le 09.00 Ogni ingresso a Gaza mi mette alla prova : non è semplice restare indifferenti mentre la distruzione tutto intorno ti entra dentro. Oggi ero con la Delegazione ufficiale del Patriarca e quindi ho fatto l’ingresso per la strada delle macchine diplomatiche ma questo non mi ha risparmiato dal vedere la concretizzazione di una paura che non si comprende fino in fondo : muri dietro muri e sovrapposti ad altri muri e poi cancelli dopo cancelli e controlli dopo controlli prima di affacciarsi sulla devastazione della Striscia di Gaza…

Vorrei aprire una piccola riflessione su questa paura :
Parto da me : Io non ho paura…perchè ? Forse perchè sono in coscienza tranquillo e non ho combinato nulla…
Parto da te : Tu hai paura…perchè ? Forse perchè in coscienza non sei tranquillo e hai combinato qualcosa…
Non vorrei sembrare troppo semplicistico ma senza filosofeggiarci sopra troppo , mi domando se non ha ragione il mio parrocchiano Imad quando mi dice che :  “solo i ladri hanno paura perchè sanno di avere rubato e non possono dormire tranquilli…”

Riprendiamo il racconto del Natale a Gaza….
Alla fine del solito tratto ad attenderci c’era il grande parroco abuna George, i giovani della parrocchia in giacca e cravatta e gli anziani. In corteo, a grande velocità siamo arrivati nel cortile della parrocchia dove ci hanno accolto gli scout con le loro cornamuse ed i loro tamburi. E’ stato molto commovente poi entrare in chiesa verso le 10.00 con un bel sole caldo caldo che splendeva fuori e sentire il canto che i pastori hanno udito nella fredda notte a BetSahour : Gloria in excelsis Deo…Gloria in excelsis Deo. La chiesa era piena e soprattutto quest’anno a differenza dello scorso, c’erano tantissimi giovani. Sono i giovani cristiani di Gaza a cui hanno ucciso la Speranza e a cui stanno rubando il futuro. Giovani belli ma con un particolare che li accomuna a tutti gli altri prigionieri di Gaza : gli occhi coperti da veli e veli di tristezza a causa di questa assurda situazione. Alla fine della celebrazione ho provato a tirare su il morale dei nostri fratelli distribuendo abbracci e baci a tutti da parte di tutti voi…ho paura di non esserci riuscito!!!Dopo un ottimo pranzo condiviso con i religiosi che vivono a Gaza (mi piacerebbe spendere una parola per questi “eroi” che hanno scelto di condividere il nulla di Gaza con chi ci vive, per dire con la loro testimonianza che Dio non si è addormentato ma che li ha mandati al suo posto e che, nonostante tutto, prima o poi arriverà la salvezza….sono i due preti e le due sorelline del Verbo Incarnato, le tre suore del Rosario, le cinque suore di Madre Teresa e le quattro piccole Sorelle di Charles de Foucauld…meritano una preghiera grande grande!!!).
Siamo usciti da Gaza nel primo pomeriggio,troppo velocemente…in macchina abbiamo dovuto sfrecciare via senza poter fermarci a salutare, come avrei voluto, i nostri fratelli che ci avevano accompagnato fino all’ultimo cancello di sicurezza che non possono attraversare. Sono sceso di corsa, un attimo, ed ho provato a ri-abbracciare tutti quelli che potevo e ci sono quasi riusciuto ma mi sarebbe piaciuto farlo con più calma…ho scelto l’abbraccio perchè mi vergognavo di dire solo una parola perchè di fronte a certe sofferenze non ci sono parole da dire e l’unica cosa che puoi fare è  far sentire all’altro che non è solo e abbandonato ed è per questo che spero di rientrare presto nel carcere di Gaza per poter continuare il mio lavoro!!!

P.S. Questa notte riprenderanno i voli e i bombardamenti che durante la nostra permanenza non si sono sentiti…e da questo pomeriggio Gaza è ripiombata nel buio dell’angoscia e nel silenzio del mondo. A Gaza, oggi per Natale, sono nati e nasceranno migliaia di Gesù Bambini ma per tanti di loro non ci sarà futuro…vi sembra giusto?

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4 risposte a Il Natale nel carcere di Gaza

  1. Giovanni e Aidi ha detto:

    Caro Mario
    Imad ha ragione: “solo i ladri hanno paura perchè sanno di avere rubato e non possono dormire tranquilli…” ecco la vera ragione per cui gli israeliani hanno paura, sanno di aver rubato ai nostri fratelli palestinesi, prima la terra, poi la libertà e alla fine la speranza. Ora che non hanno più niente da rubare, non possono sentirsi tranquilli e come nelle peggiori storie dell’umanità, aspettano la notte per sfogare la loro rabbia su quelli che non hanno più nulla da farsi rubare, perchè alla luce del giorno anche per loro sarebbe troppo grande la vergogna. La colpa dei poveri è anche quella non poter essere potenziali vittime dei ladri. E allora? bombardano tanto ormai non hanno più niente da portar via e che a Gaza ci siano macerie o case, vecchi o bambini, vivi o morti per loro non cambia nulla….
    Forse anche quest’anno saranno in molti, nel mondo che si autodefinisce civile, quelli che faranno festa dimenticandosi ancora una volta d’ invitare il festeggiato, uno straccione extracomunitario che viene a seminare zizania fra noi “moderati” senza nemmeno procurarsi un permesso di soggiorno. Ma a Gaza, mi sembra di capire, Cristo nasce ogni notte quando la paura ed il buio cercano di avere il sopravvento sulla ragione e sulla fede e le famiglie si stringono negli angoli delle case ancora in piedi, ad aspettare l’esplosione che potrebbe far finire tutte le loro paure…
    BUON NATALE GAZA!!!!!

  2. ricceri giuseppe ha detto:

    Buon Natale da chi non dimentica ed ogni giorno parla della vostra situazione alla gente che quotidiniamente incontriamo. E’ poco ma sappiate che vi saremo sempre vicino e che le vostre lacrime saranno asciugate da quel Bambino che sta per nascere.

  3. giuliana ha detto:

    E’ Natale ogni volta
    che sorridi a un fratello
    e gli tendi la mano.
    E’ Natale ogni volta
    che rimani in silenzio
    per ascoltare l’altro.
    E’ Natale ogni volta
    che non accetti quei principi
    che relegano gli oppressi
    ai margini della società.
    E’ Natale ogni volta
    che speri con quelli che disperano
    nella povertà fisica e spirituale.
    E’ Natale ogni volta
    che riconosci con umiltà
    i tuoi limiti e la tua debolezza.
    E’ Natale ogni volta
    che permetti al Signore
    di rinascere per donarlo agli altri.

    Affido a queste parole di Madre Teresa di Calcutta il mio augurio di Buon Natale a te e a tutti i cristiani di Terra Santa!
    Un abbraccio colmo di speranza e grazie per quello che fai Abuna Mario!

  4. Pingback: Il Natale a Gaza, un po’ in anticipo « Conversando con Gerusalemme

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