C’e’ ancora speranza per gli ulivi di Cremisan ???

S.messa a Cremisan

Domenica scorsa appena ricevuta la notizia che la Commissione Israeliana di Tel Aviv aveva dato il via libera alla costruzione del muro a Cremisan, senza prendere in considerazione la difesa dei nostri avvocati, uno dei  nostri parrocchiani che in questi ultimi 18 mesi aveva partecipato alla Eucaristia sotto gli Ulivi di Cremisan mi ha detto : “ Il Signore non ha ascoltato la nostra preghiera!”

E’ stato come ricevere una coltellata al cuore e sinceramente non ho saputo rispondergli perche’ per qualche secondo ho pensato che avesse ragione.  Poi mi sono ripreso dalla botta ed ho iniziato a cercare qualche parola di speranza, piu’ per me che per lui.

Non e’ stato facile trovarle…forse non ci sono davvero…ma poi mi sono detto che non possiamo permettergli di rubarci anche la speranza che non abbiamo! Ed allora mi sono ritornate in mente le Parole di Paolo su Abramo :  “Saldo nella speranza contro ogni speranza…egli non vacillo’ nella fede.” E cosi’ ti aggrappi di nuovo soltanto a Dio, senza piu’ confidare nell’uomo e nella sua giustizia e se qualche volta ti sembra che il Signore si sia addormentato sulla barca continui ad aver fede, anche se ogni tanto ti viene la voglia di avvicinarti e di ripetergli con il salmista : “Svegliati, Signore perche’ dormi? Non ti interessa che moriamo ?”  Ed allora la tua anima ritorna in pace ed il cuore si rasserena…

Ma poi, con i suoi tempi, il Signore ti sorprende e ti manda qualche carezza : proprio ieri abbiamo saputo che la lettera scritta dai cristiani della parrocchia di BetJala e’ stata letta da Papa Francesco…e che un altra lettera e’ arrivata dai Salesiani per dire che loro vogliono restare con BetJala.

Ed allora nascono nuove speranza…nasce la speranza che il Papa possa intercedere per noi presso Dio e presso il Governo di Israele per evitare questa ulteriore ingiustizia ai danni dei cristiani e che i Salesiani possano andare alla Corte Suprema con la gente di BetJala per riaffermare il proprio no alla costruzione del muro sulla terra del convento e dei contadini.

Coraggio e avanti…sono le parole che la voce di Papa Francesco ha scolpito nel mio cuore quando ci siamo salutati l’ultima volta.
Coraggio e avanti…sono le parole che mi ripete Gesu’ quando la stanchezza prende il sopravvento e la tristezza vuole rubarmi la gioia della sua presenza in mezzo a noi.
Coraggio e avanti…sono le parole che mi ripeto quando le tenebre cercano di impedire alla luce di sorgere ed il male continua a seminare divisione e paura.

Oggi e’ il sabato santo per tanti cristiani di Terrasanta…domani sara’ la Pasqua di Risurrezione. E’ questa la nostra grande speranza : questo lungo sabato santo avra’ prima o poi una fine ed arrivera’ la domenica di Risurrezione e di liberazione dalla schiavitu’ per tutto il popolo di Dio!!!

Buona Pasqua a tutti !

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La Risurrezione ? E’ solo questione di tempo…

Via crucis a Cremisan

Quando questa sera le porte del Sepolcro si sono chiuse con Gesù dentro, ho pensato subito a domani mattina quando le troveremo aperte con Gesù che non sarà più dentro! La bellezza e la grazia di essere a Gerusalemme è proprio questa : vedere la tomba vuota con i tuoi occhi! Domattina sentiremo le parole dell’angelo risuonare ancora una volta : “Non è qui…è risorto!”

Mentre nella Basilica del Santo Sepolcro noi canteremo l’Alleluia pasquale, voi nelle vostre chiese avrete ancora qualche oretta da attendere. Ma uscendo dal Santo Sepolcro la situazione si capovolge e così noi ancora stiamo aspettando di cantare l’Alleluia e di celebrare la nostra Pasqua di Risurrezione…ma è questione di tempo.  Ci vorrà qualche ora o qualche giorno o qualche mese o qualche anno ma non basteranno le porte chiuse, non basteranno i muri, non basteranno i soldati, non basteranno le armi…la Potenza della Risurrezione farà rotolare via qualunque pietra posta davanti alle tante tombe artificiali costruite da mani di uomini arroganti e presuntuosi. E’ solo questione di tempo…e nell’attesa viviamo di speranza. E nutriamo la speranza con la fede semplice. E alimentiamo la fede con la preghiera innocente dei bambini e delle loro mamme.

Oggi a Cremisan, la Via Crucis è stata molto particolare.  Abbiamo percorso una strada piena di dolore, una strada che rischia di essere ferita e devastata così come il corpo di Gesù. Abbiamo pregato e camminato. Abbiamo cantato e sofferto. Abbiamo portato le nostre croci. Abbiamo accompagnato Gesù nella sua passione e morte, certi che prima o poi godremo insieme a Lui la gioia della Risurrezione.

E ai lati della strada i nostri ulivi hanno sofferto con noi, testimoni muti e silenziosi di fronte ad una ingiustizia clamorosa. Ma è solo questione di tempo. La morte, qui a Gerusalemme dura soltanto lo spazio di poche ore…perchè l’alba della Risurrezione anche se non si vede è già all’orizzonte. La vita ha vinto già e vincerà ancora!  Buona Pasqua a tutti !!!

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Come finira’ la partita tra BetJala e Israele…

S.Messa a BetJala

BetJala dista solo un ora di autobus da Tel Aviv ma questa mattina quando sono partiti accompagnati dal sindaco e da un consigliere comunale, i nostri contadini si sono ritrovati catapultati nella grande citta’ ed in mezzo ai grattacieli questa distanza si e’ trasformata in anni luce.

Quando siamo arrivati con il Vescovo William, abuna George e il parroco di BetJala, abuna Ibrahim, li abbiamo trovati ad attendere al 3 piano davanti alla stanza 352 dove si sarebbe deciso il destino delle loro terre e dei loro ulivi.  Ci hanno accolto, con un caffe’ arabo caldo caldo…il mitico Ricardo, che in questo anno e mezzo non ha perso una S.Messa sotto gli ulivi, ha tirato fuori da una borsetta un termos e ha condiviso il suo caffe’ con tanta gioia e speranza.

Di li’ a poco si sono aperte le porte della stanza e ci siamo accorti che era troppo piccola per contenere la grande folla accorsa per questa causa . Ed e’ stato bellissimo vedere come per primi sono stati mandati avanti il Vescovo ed i sacerdoti….io mi ero messo in fondo alla fila perche’ avrei preferito far entrare loro ma non c’e’ stato verso…finche’ non sono entrato anche io non sono entrati gli altri che in ordine sono stati i rappresentanti consolari di Francia, Germania, Norvegia e Nazioni Unite…e poi il sindaco, il consigliere comunale abu Issa e subito dopo Raed che lavora per una organizzazione per i diritti umani e poi a turno sono entrati quelli piu’ istruiti e che parlavano l’ebraico come il dottore, il farmacista e abu Maher che lavora sempre per una ONG…per ultimo e’ entrato anche il mitico Ricardo che come me non ha capito un tubo di quello che dicevano gli avvocati in ebraico, che non capisce ancora perche’ gli vogliono rubare le sue terre, che non capira’ perche’ quel brutto muro di cemento prendera’ il posto dei suoi amati ulivi, ma che ha capito benissimo che l’unica speranza e’ rivolgersi verso l’alto e cosi’ nelle ore di attesa in corridoio ha pregato almeno un paio di rosari.

Ha proprio ragione suor Donatella quando poco fa’ mi scriveva : “Si’! Per loro il Signore deve intervenire. La loro semplicita’ lo deve commuovere! Che bello! Come un tempo da noi dove chi contava nel paese erano queste figure. Davvero tanta tenerezza.”

E’ proprio per loro che il Signore deve fare giustizia e speriamo che com-muova i cuori dei giudici che tra l’altro erano 3 donne e la principale aveva anche una faccia buona ed un atteggiamento empatico nei confronti della storia di BetJala.

Nella strada di ritorno verso casa pensavo a questa incredibile situazione che avevamo vissuto : dover implorare giustizia presso la corte del governo che ti sta rubando la terra. Se ci fosse stato un arbitro neutrale la partita non avrebbe avuto storia: il muro non si farebbe e gli ulivi non verrebbero tagliati…ma avendo per arbitro un “dirigente” della squadra avversaria la partita non avra’ storia nell’altro senso e nonostante le nostre preghiere il muro verra’ costruito sicuramente (non ho speranze su questo punto).

Pero’ ho altre speranze e per queste continuo a pregare e a far pregare : Dio puo’ spostare il risultato ed invece di farci perdere per 5 a 0 con umiliazione potrebbe farci perdere soltanto 1 a 0 con meno umiliazione!

Perdere, perderemo ugualmente ma se riuscissimo a non perdere tutto sarebbe un grande successo per i nostri contadini!!!

Rimarra’ il rammarico di aver giocato questa partita in netta inferiorita’ numerica con arbitro e guardalinee di parte e con il commissario di campo altrettanto di parte…e credetemi non e’ facile accettare di giocare con queste regole anche in futuro. Per questo ammiro sempre piu’ profondamente questo popolo, per questa incredibile forza spirituale  che permette loro di continuare a resistere radicati nella loro terra, nonostante tutto sia contario, cosi’ come i loro alberi di Ulivo!!!

Il risultato finale della partita lo conosceremo tra una settimana, ma intanto domani inizia la Quaresima con le Ceneri, un tempo di grazia e di conversione in preparazione alla Pasqua di Risurrezione. Viviamolo nella preghiera con fiducia e speranza e chissa’ che un annuncio pasquale non ci arrivi anticipatamente???

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Il muro di Cremisan…

muro betjala

Guardando questa cartina la prima cosa che viene da pensare e’ : Quale mente folle puo’ aver disegnato il tracciato di questo vergognoso muro di divisione? Si puo’ intuire, anche se dal vivo si capisce meglio, che il muro non ha nessun motivo di sicurezza in questa zona ma serve solo a rubare la terra delle nostre famiglie e a strozzare e rendere impossibile la vita della nostra comunita’. Il muro dividera’. Il muro separera’. Il muro frammentera’. Il muro devastera’ uno degli ambienti naturali piu’ belli di tutta la Terrasanta. Il muro rubera’ la terra di oltre 50 famiglie cristiane. Il muro portera’ via una intera valle che e’ sempre stata BetJala…lo testimonia il fatto che il Convento dei Salesiani di Cremisan e’ dal 1885 che domina la valle e le sue pinete e le sue vigne hanno sempre dato ombra e un buon vino alla nostra gente! Anche gli ulivi hanno dato i loro frutti e il loro olio a tante famiglie che rischiano di perdere l’unica fonte di reddito sicuro e certo.  Il futuro dipende dalla decisione della Corte Israeliana che si riunira’ la prossima settimana. Senza fermarsi troppo sulla legittimita’ della Corte Israeliana di decidere su una terra che non gli appartiene, non abbiamo troppe speranze in uno strumento che e’ sicuramente di parte. Ma allora cosa possiamo fare ?  Io vi ho raccontato in questo ultimo anno cosa abbiamo fatto : dall’ottobre 2011 abbiamo iniziato a celebrare l’Eucaristia sotto gli ulivi che rischiano di essere tagliati. Abbiamo pensato ad un altro luogo pieno di Ulivi e di significato : il Getsemani!  In quel giardino gli ulivi hanno assistito Gesu’ nella sua passione e nella sua sofferenza.  Oggi siamo noi, insieme a Gesu’, a soffrire e a vivere la passione dei nostri ulivi e delle nostre terre.

Cosi’ ci ritroveremo ancora una ultima volta domani venerdi’ 8 febbraio allle 15,30 sotto gli ulivi di Cremisan per gridare verso il cielo che e’ arrivato il momento di dare giustizia a questa terra e che solo la giustizia portera’ pace e sicurezza. Ed allora salvare gli ulivi di Cremisan, puo’ essere il primo passo verso una strada nuova di riconciliazione e di comunione!

Unitevi a noi nella preghiera e che Dio illumini i giudici israeliani!

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Il mare di Gaza…

il mare di Gaza

Appena abbiamo svoltato l’angolo dietro al grande palazzone decadente che qualche anno fa’ doveva essere anche un bell’albergo, mi si e’ riaperto il cuore e il senso di oppressione e di soffocamento ha iniziato a diminuire e l’odore di morte e di distruzione ha lasciato il posto ad un soffio di vita pieno di brezza marina. Sono sceso in spiaggia, ho respirato a lungo ed ho guardato all’orizzonte. Ho pensato che forse e’ grazie a questo mare che i Gazawi riescono a resistere in questa situazione infernale e che forse e’ anche per questo che dall’altra parte gli vogliono togliere la possibilita’ di navigare e pescare in questo bellissimo mare. Ma almeno a bagnarsi i piedi e a guardare lontano e sognare la liberta’ i Gazawi ancora ci possono arrivare ed allora : “Finche’ c’e’ spiaggia….c’e’ speranza !”

Parto dalla fine di una bellissima giornata piena di sole, per raccontare quello che ho vissuto domenica scorsa a Gaza

Ho lasciato passare qualche giorno prima di scrivere qualcosa perché come sempre succede, la visita di Gaza mi lascia sentimenti particolari nel cuore e nel corpo e quindi ho bisogno di qualche giorno per riprendermi e per avere la giusta serenità nel condividere alcune sensazioni. Erano diversi mesi che non rientravo nella Striscia. Avevo saltato la visita di Natale con il Patriarca perché mi trovavo in Italia e quindi sono stato molto contento di poter entrare di nuovo per visitare la nostra piccola comunità cristiana e celebrare ancora una volta l’Eucaristia con loro.

Non eravamo tanti alla celebrazione ma ho rivisto i cari amici, a partire da Giries il nostro ex-seminarista. Mi ha fatto molto piacere vedere che è cresciuto molto sia fisicamente che come uomo…(i ragazzi di Gaza sono costretti a crescere alla svelta e a non potersi godere la loro adolescenza e la loro gioventù!). Mi hanno detto le suore che forse appena finita la maturità potrebbe anche rientrare in seminario dato che sta continuando a coltivare e verificare la vocazione con il sostegno spirituale di abuna George e del nuovo viceparroco, un altro abuna Mario appena arrivato dall’Argentina! Ho rivisto con gioia la sua famiglia, le altre famiglie, le suore del Rosario, le suore di Madre Teresa, suor Resuscitata e suor Regina e i diversi giovani del gruppo scout. Li ho trovati un po’ provati dal fatto che uno di loro si è avvicinato all’Islam e questa cosa è stata una bomba dentro la piccola comunità di nemmeno 2000 cristiani che vive in mezzo a più di un milione e mezzo di musulmani. Non è semplice vivere la propria fede in questo contesto di mancanza totale di speranze umane, costantemente sotto assedio e chiusi dentro una grande prigione e cosi’ spesso sono i più deboli quelli che, per non soffrire troppo e senza pensarci troppo, compiono gesti dai quali poi è difficile tornare indietro. E’ per questo che non possiamo abbandonarli!

Prima di ripartire, insieme al mitico Abu Salamah e al pulmino scarrettato della parrocchia, siamo stati a fare un giro tra le macerie degli ultimi bombardamenti di fine novembre ed è stata davvero dura. E’ stato un viaggio nell’incredibile…soprattutto quando siamo arrivati al campo sportivo. Da vecchio calciatore, aver visto il campo sportivo ridotto in quel modo mi ha fatto veramente male!  Terrificante anche il lavoro fatto presso la Banca Nazionale Islamica dove alcuni missili hanno sventrato l’interno senza far cadere il palazzo! ( Guarda le foto). Dopo circa un oretta di devastazioni ho chiesto ad Abu Salamah di andare verso il mare. E cosi’ sono potuto ripartire per BetJala non troppo disperato!!!

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La triste realta’ ci sta rubando la gioia natalizia…

La grazia del Natale stà già passando e la realtà riprende il sopravvento. Le nostre suore ci raccontano di nuovi rumori di guerra sul cielo di Gaza dove ieri gli F-16 hanno volato a bassa quota creando paura e timore di una nuova escalation e riportando il terrore negli occhi, nelle orecchie e nei cuori dei bambini. Per fortuna, ci viene da dire, che era stata firmata una tregua…

Intorno a Betlemme invece prosegue la costruzione di nuove abitazione negli insediamenti. Ieri passando davanti ad Har Gilo ho visto che le case stanno crescendo senza rispetto di nulla, nemmeno di un minimo di architettura…sono proprio brutte e mi viene da pensare a quanto dovrà imbruttirsi chi le andrà ad abitare. Dall’altra parte di Gerusalemme invece nuovi piani per nuovi insediamenti e nuove costruzioni in pieno territorio palestinese e così anche le poche speranze di pace rinate per Natale si rispengono piano piano.

Ecco la triste realtà dopo la gioia del Natale…quel Natale che quest’anno è passato bene. L’ingresso del Patriarca preceduto dai gruppi scout è stato, come al solito, molto folkloristico e caotico. Tutti volevano far festa al Pastore che viene a celebrare con la sua gente. Personalmente ho vissuto meglio dello scorso anno questo momento anche perché mi sono fermato per il vespro e per la processione e quindi ho dedicato piu’ tempo alla preghiera. Ringraziamo Dio!!! Poi una bella cenetta alla Casa dei Gesù Bambini con le suore ed alcuni amici di Gerusalemme e poi di nuovo in Basilica per la grande celebrazione della Notte di Natale dove abbiamo pregato intensamente per la pace.  Il Patriarca nella sua bella omelia ha ricordato come questo anno potrebbe essere quello decisivo per le sorti del Medio-Oriente. Omelia che vi invito ad andare a leggere (clicca qui) E poi il grande dono : un amico sacerdote mi ha chiesto di sostituirlo nella S.Messa sulla mangiatoia alle 3,45 di notte. Dopo la S.Messa della Notte , aver avuto la possibilità di celebrare la S.Messa dell’Aurora nel luogo dove Maria depone il bambino subito dopo la sua nascita, è stato il più bel regalo di Natale che il Signore mi poteva fare.  Tra le due celebrazioni ho fatto memoria dei tantissimi amici che mi hanno chiesto preghiere e dei tanti altri a cui abbiamo assicurato preghiere…e nel momento in cui sono sceso nella grotta ho visto dietro di me questa grande processione di santi e peccatori che venivano a celebrare l’Eucaristia. E’ stato un momento di grazia straordinaria. Il Bambino adagiato nella mangiatoia mi guardava ed io lo guardavo…

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Mi sono sentito amato e spero che lui abbia sentito lo stesso amore nei suoi confronti.  E vista la vicinanza gli ho chiesto direttamente una grazia : Che io possa amarTi sempre come Tu mi ami…e che possa amare amici e nemici come Tu mi hai insegnato…E lo Spirito Natalizio possa “invadere” le vite di quelli che ci vivono intorno e “occupare” i loro cuori…

Ma purtroppo lo Spirito del Natale dura poco tempo in quasi tutte le parti del mondo ma in questa terra si spenge ancora più presto…basta attraversare un check point e quello spirito fa fatica a non volare via ed allora…come fare per non perdere la grazia del Natale? Non e’ semplice !

Come potrei tornare con il cuore in quella mangiatoia e dimenticare gli ulivi e gli anziani di Cremisan, come ritornare con gli occhi allo sguardo di quel Bambino ed eliminare dal pensiero gli occhi terrorizzati dei bambini di Gaza ???  Non credo che il piccolo Gesù voglia questo amore dis-incarnato, soprattutto in questo tempo di Natale in cui facciamo memoria di come Lui si è spogliato della sua natura divina per assumere la nostra natura umana, e di quando Lui ha deciso di arrotolare la sua tenda, lasciare i cieli e venire a piantare i suoi picchetti in mezzo alle nostre tende…ecco allora l’unica strada percorribile che e’ quella che ha scelto Lui stesso: quella della Incarnazione, del farsi uomo tra gli uomini, debole tra i deboli, umile tra gli umili…che bello questo Dio che si e’ fatto come noi per farci come Lui. E’ questo il vero volto di Dio che ci mostra il bambino Gesu’ da Betlemme….perche’ facciamo ancora fatica a crederci??? Solo accogliendo questo Dio che si fa bambino sara’ sempre Natale nella nostra vita!!!

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Lettera a Gesu’ Bambino…

Il Muro di Betlemme...

Carissimo Gesu’ Bambino, ti scrivo questa lettera per darti una bellissima notizia : Se Giuseppe e Maria riusciranno ancora ad arrivare a Betlemme, se riusciranno a superare i check point e il muro, se non avranno problemi con i permessi, questo sara’ l’ultimo anno che nascerai in una grotta perche’ dal prossimo sara’ pronto un nuovo piano della casa che gia’ accoglie i tuoi fratellini e le tue sorelline e cosi’ potrai trovare una bella camera riscaldata e accogliente. Ci saranno ad accoglierti le braccia amorose e forti di diverse mamme e di alcuni babbi. Ti aspettiamo! Vieni Signore Gesu’ Bambino!

Il nostro sogno era poter riscrivere il Vangelo e cambiare quella frase di non-accoglienza : “Non c’era posto per loro…”. con un altra frase che vorremmo potesse diventare di uso comune in questa terra ; “..e c’era posto anche per loro…” Perche’ abbiamo davvero bisogno di imparare a condividere, abbiamo bisogno di imparare ad allargare gli spazi delle nostre case e dei nostri cuori per poter vivere il vero spirito del Natale.

Questo sogno sta diventando realta’ grazie ai tanti benefattori che in questi anni ci hanno sostenuto e aiutato spiritualmente e concretamente. Tantissimi amici di cui non posso fare l’elenco perche’ sarebbe lunghissimo ma come abbiamo scritto all’ingresso della nostra Cappella : “ Caro Benefattore, il tuo nome e’ scritto nei cieli; Il nostro grazie e’ il ricordo nella preghiera. Il Signore benedica Te e la tua famiglia!”. E’ questo il modo migliore per dirvi la mia gratitudine e chiedervi perdono per non riuscire a farmi sentire da tutti.  Il desiderio c’e’ ma manca qualche volta la possibilita’!

Oggi facendo il giro dei lavori mi sono emozionato al vedere come sta crescendo la nostra casetta e mi sono immaginato i volti dei nuovi bambini che arriveranno…li ho visti pieni di gioia come quelli di Khader quando ieri Babbo Natale gli ha portato in regalo quello che aveva sempre sognato : il vestito dell’ Uomo Ragno…che gioia infinita nei suoi occhi, che riconoscenza piena di amore…non avrei mai creduto che un bambino potesse essere cosi’ felice con cosi’ poco.  Ricordo ancora gli occhi di Khader quando e’ arrivato a Betlemme…guardava tutto con novita’ e stupore perche’ nel suo poverissimo villaggio di 20 casupole chiuso da diversi insediamenti nella zona di Gush Eztion non aveva mai visto nulla se non tanta miseria e tanta poverta’.

Oggi gli zii di Khader sono venuti a prenderlo per passare qualche giorno a casa e quando e’ partito il suo abbraccio mi ha donato una gioia mai vissuta prima. Mi sono inginocchiato in adorazione di questo Gesu’ Bambino e quando lui e’ uscito di casa mi sono commosso perche’ ho capito di aver abbracciato Dio che si e’ fatto bambino a Betlemme, ed anche se era vestito da SpiderMan, l’ho riconosciuto…era proprio LUI!!!

L’augurio che vi faccio e’ questo : che ognuno di voi possa, almeno una volta nella vita, incontrare gli occhi di Khader e ricevere il suo abbraccio! Buon Natale a tutti !

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